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Vitaliano Grilli

IL protagonista:


Vitaliano Grilli, nato a Monte Urano delle Marche nel maggio 1899.

Vitaliano e padre Reginaldo Giuliani si incontrarono per la prima volta, all’interno della chiesa di Pero, dove lontano dalla polvere d’oro e dei raggi solari vicino al tabernacolo, un ardito immobile guardava intensamente i dipinti sulle pareti. Questo ragazzo studiò al seminario dei padri sacramentini di Castelvecchio (Piemonte) e già a diciotto anni era interessato all’arte e alla scultura.

A 16 anni, a guerra appena iniziata, scrisse a riguardo del tema dato dal professore di italiano: che faró io per questa guerra? Vorrei fare l’aviatore.

Infatti tra i suoi commilitoni, era conosciuto come L’avitore.

Venne ucciso a metà ottobre 1918, da una granata austriaca, ma incredibilmente, non direttamente dalle schegge di essa, ma dallo spostamento d’aria; infatti il suo corpo non subì nessuna deturpazione esterna.


Il dolce:


Ho voluto tenere la stessa base del dolce precedente, ossia l’ardito di regina coeli, perché nel libro di Giuliani, i due soldati sono intersecati nello stesso capitolo, essendo loro agli antipodi, ma infine entrambi dei giovani ragazzi morti per l’Italia.

La zucca invece rappresenta il periodo della sua scomparsa prematura, ossia l’autunno, e in questo periodo, uno dei pochi prodotti disponibili nelle nostre terre era proprio la zucca, così come i fichi, che infatti ho unito in un unica bavarese, che poi ho glassato a specchio con un arancione scuro, tendente al rosso.




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